Buoni propositi per l’anno nuovo: imparare qualcosa ogni giorno. Dove?
siete in cerca di voi stessi prima della grande festa spirituale natalizia? paste magazine vi da una mano a trovarvi. grazie smileplease!
a volte si impara meglio quando qualcuno ti da uno schiaffo, e più velocemente! la stessa cosa accade per le parole: se sono inserite in un contesto che relazioniamo a una situazione che la nostra mente sa accettare meglio è più veloce, non a caso le parolacce sono le prime cose che si imparano in [...]
Ho iniziato a scrivere questo post mesi fa, poi per casini vari mi sono perso. Ora, con un verve settembrina che mi permette di fare un sacco di cose, intaso questo blog. Vi ricordate i parchi acquatici? per me sono un ricordo strettamente legato a Ciao, la mascotte di Italia 90. Storie che andavo con [...]
L’estate e’ iniziata ieri, la stagione del campetto gia’ un mese fa. Il campetto e’ quel luogo di sfogo sportivo per tutti quelli che a giocare a calcio non ci piace mica tanto e quindi, data la oramai ex storia cestistica goriziana, passano un orario che va dalle 18.30 alle 21.30 a giocare a basket.
Se torni a casa alle 11pm e trovi le tue due coinquiline che guardano l’infedele su la7 dove è in corso un dibattito sul Presidente del Consiglio e scopri pure che una delle tue due coinquiline è amica della fidanzata del nipote di tale Presidente del Consiglio, sei obbligato a scriverci un post. Poi ci [...]
Lunedi’ scorso Basetta ha introdotto il player qwerty daftpunkiano. Oggi un commento al post era inutile. Anche perche’ potete buttare via i vari ableton live, traktor o virtual dj dal vostro computer.da oggi o QUESTO o niente. buon inizio.
diciamoci la verità: avere un iphone non è cosi fondamentale come quelli della apple vogliono farti credere. per loro è facile: si mettono sullo sfondo bianco, il presentatore si mette il maglione col collo alto nero e, con una voce suadente e le unghie curatissime, ti fanno vedere quanto è sensazionale il loro nuovo gadget.
Lunedi di slancio. Per motivi sabatograssiani sopra una pila di dischi ho una parrucca ” michael “, almeno la confezione diceva cosi’, ovvero un feticcio assimilabile agli anni 80, leggi quando i capelli afroamericani avevano il coraggio di scendere fino alle spalle.
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