E’ arrivato il freddo e puntualmente un nubifragio mi ha fatto saltare la caldaia, oltre a questo pero’ sono contento. E la caldaia e’ stata riparata. Quindi mi vesto finalmente di un qualcosa gia’ spiegato tempo fa dai Vampire Weekend e da Lily Bass van der Woodsen: la Ivy League.
mi sembra di capire che enrico sia stato occupato a non scrivere per noi perché si è slogato il braccio allenandosi ad acclamare il ritorno dell’anticristo e perché è diventato parte integrante del nuovo magazine che sono davvero curioso di leggere: banana.
se siete dei superfighi forse sapete che “band of outsiders” è un film di godard, quei film che segretamente pensi che siano un po noiosi (perche mancano le esplosioni, gli inseguimenti e i nani che fanno karaté) ma che in realtà poi dici che ti piacciono perche fa un sacco intellettuale coi baffetti che sorseggia [...]
ora come ora non mi posso lamentare. i miei capi sono dei ragazzi a posto, della mia età. i miei colleghi sono tatuati e quando arrivano i clienti tamarri coi tribali sono risatissime assicurate in gara di inchiostro sul corpo. ci ascoltiamo i dischi che vogliamo, balliamo come il cugino di willy, e compro le [...]
Quando a sei anni ho visto per la prima volta Il Mio Piccolo Genio, tra mamma e zia in lacrime e una Jodie Foster mai trovata particolarmente bella, ho deciso che anche io che sapevo leggere e scrivere già da due anni e mezzo, potevo vincere le olimpiadi della matematica per bambini prodigio nel Connecticut [...]
so che è assurdo comprare vestiti su internet, soprattutto se costano più di 100$. poi arrivano a casa e sembrate il gabibbo e dovete metterli su ebay magari spiegando il perchè.
il fatto che l’uomo come essere umano si abitui velocemente a moltissime cose è un dato di fatto che si riconferma giorno dopo giorno in qualsiasi campo della vita come la conosciamo, ma il fatto che si abitui alle cose migliori con più facilità è una cosa che non consideriamo con la stessa ovvietà.
Lunedi di slancio. Per motivi sabatograssiani sopra una pila di dischi ho una parrucca ” michael “, almeno la confezione diceva cosi’, ovvero un feticcio assimilabile agli anni 80, leggi quando i capelli afroamericani avevano il coraggio di scendere fino alle spalle.
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