
Ho cancellato Facebook (o meglio disattivato) circa 5 mesi fa e la mia vita non è cambiata. Prometto. Tutte le stronzate sull’essere connesso, avere amici, i poke, rimorchiare le tipe alla fine non erano vere. Facebook è inutile nella vita di tutti i giorni tanto quanto le code al supermercato. E non mi si venga a dire della amica a New York che mette i dischi con cui è importante tenersi in contatto: se la zia è così hip, avrà sicuramente anche una e-mail. (Tra le varie cose dato necessario per attivare un account su FB).
Fortunatamente, le vecchie roccie di businessinsider.com, hanno fatto una bella lista dei 10 motivi più comuni per dire basta al vizio del social network.
10. I termini del servizio di Facebook sono loschi. Partendo dalle basi, Facebook non solo possiede i tuoi dati (sezione 2.1) ma se questi non vengono aggiornati accuratamente (sezione 4.6), Facebook può cancellare il tuo account (sezione 14). In poche parole, è come essere impiegati in una multinazionale (senza ricevere uno stipendio) che basa il proprio profitto sui tuoi dati e che può licenziarti senza giusta causa. Ricordiamo ai gentili blogspettatori che Facebook basa il proprio profitto sulla cosiddetta targeted-advertising. In parole povere, Facebook vende spazi pubblicitari a misura di utente, basati sui tuoi “Mi piace” e sui tuoi dati.
9. Mark Zuckeberg è stato accusato in passato di comportamento non etico. Zuckeberg sarebbe accusato di aver utilizzato dati degli utenti FB in modo da scoprire password di email private per screditare i propri avversari. Sebbene ciò non sia stato mai confermato, resta tecnicamente possibile. Non mi inoltro nella questione cinematografica secondo la quale Mark Zuckeberg avrebbe “rubato” l’idea di Facebook. Ci vogliono le palle per mettere su un network del genere.
8. Facebook dichiara guerra alla privacy. Il fondatore e CEO di Facebook, in difesa ai cambiamenti sulle regole riguardanti la Privacy su Facebook dichiara: “La gente è diventata realmente a suo agio non solo nel condividere più informazioni di diversa natura, ma anche più apertamente e con più persone. Le nuove regole si sono semplicemente evolute con i tempi”. Eticamente corretto se non fosse per il fatto che…
7. Facebook utilizza il metodo classico “bait-and-switch”. Vediamo cosa significa. Facebook da la possibilità ai programmatori di sapere come avere accesso ai tuoi dati con i nuovi APIs, senza spiegare nel dettaglio le implicazioni con il resto della community. Combinando le funzioni per programmatori con i cambiamenti sulla privacy, Facebook diventa in grado di pescare informazioni che tu non condivideresti e di renderle pubbliche. Tornando al discorso su come Facebook ricava il proprio profitto (utilizzando informazioni private per vendere spazi pubblicitari “mirati”), appare chiaro che Facebook inganna i propri utenti a fornire informazioni private ai propri inserzionisti. Gratis.
Facebook è un bullo da campetto. Quando Pete Warden ha dimostrato come funzione il metodo bait-and-switch, Facebook gli ha fatto causa. E casualmente, tutto ciò accade esattamente un momento prima dell’annuncio dell’Open Graph API (Facebook per programmatori). Pertanto: perchè fare causa ad un programmatore indipendente (Pete Warden) per aver reso dati degli utenti FB pubblici quando Facebook ha in previsione di fare lo stesso?
Gli altri 5 motivi nel prossimo post.
scritto da Luca




Commenti recenti