internet, musica, people

NOT FAIR!

09.28.09 | 9 Comments

lilyallen

 

Lily Allen aveva* aperto un blog, idontwanttochangetheworld.blogspot.com, in cui si faceva paladina di una questione trascinata e irrisolta dai tempi di Napster. Indovinate un po’?

Appoggiata da gente come James Blunt, Matt Bellamy dei Muse, Tim Rice Oxley dei Keane, sobillava i poveri di spirito con una lettera che si scoprì, qualche giorno dopo, copincollata da un articolo su 50 cent, proveniente da techdirt.com e mai creditata.

Dando addosso alle collezioni di Ferrari di gruppi come i Radiohead**, Lily Allen si sdegnava di fronte alla affermazione di questi ultimi che credono che il file sharing sia ok.

A detta sua infatti a risentire del download pirata sarebbero soprattutto le band emergenti che, senza la vendita dei dischi, non avendo ancora alle spalle fonti di guadagno come palazzetti dello sport strapieni, rimarrebbero col culo per terra e mille possibilità in meno di diventare famosi.

Consideriamo ora due cose: questo ragionamento è una cazzata e lei è la dimostrazione che smentisce ciò che cerca di sostenere, o devo ricordarglielo io che come gli Arctic Monkeys, lei stessa fa parte di quel gruppo di artisti emersi da myspace?

Io credo che il problema del file sharing non riguardi direttamente il rapporto tra internet e la musica quanto il rapporto tra internet e le case discografiche che stanno ai piani alti. Abbiamo la musica, chi la fa e chi la ascolta. Poi siccome per fare le cose a questo mondo spesso servono tanti soldi, un gruppo di persone ha trovato il modo di darsi un ruolo all’interno di un sistema che poteva ed effettivamente è diventato un business da cui tirare fuori molti molti soldi.

 Internet, come tutte le grosse innovazioni della storia del mondo, ha lasciato col culo per terra il sistema ovviamente arretrato in cui è stato inserito: non nel senso che siamo scemi ma nel senso che le grosse invenzioni sono sempre più avanti del tempo in cui vengono inserite. Succede che per un po’ si tende a voler risolvere i problemi che sorgono ma poi spunta la coscienza dell’avvenuta evoluzione, si cambia e ci si adatta per ritrovare un equilibrio nel sistema ormai mutato ma state tranquilli che prima o poi le cose torneranno a posto e si troverà un altro modo per fare soldi sulla musica. E se il cambiamento comporta una perdita per qualcuno, la guerra come abbiamo visto è certa, ma Lily Allen che cazzo vuole?


“For the major labels, it’s over. It’s fucking over. You’re going to burn to the fucking ground, and we’re all going to dance around the fire.” 

 

*Lily Allen si è presa grossi insulti e ha chiuso il blog, sconfitta (?) dopo una settimana. Ieri ha annunciato la fine della sua carriera da cantante. “I do however remain a fan of new music, so this is not some selfish crusade. The days of me making money from recording music has been and gone as far as I’m concerned, so I don’t (at this point) stand to profit from legislation.”

**Thom Yorke guida una Fiat Punto

 

 


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scritto da oisin

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