
Lily Allen aveva* aperto un blog, idontwanttochangetheworld.blogspot.com, in cui si faceva paladina di una questione trascinata e irrisolta dai tempi di Napster. Indovinate un po’?
Appoggiata da gente come James Blunt, Matt Bellamy dei Muse, Tim Rice Oxley dei Keane, sobillava i poveri di spirito con una lettera che si scoprì, qualche giorno dopo, copincollata da un articolo su 50 cent, proveniente da techdirt.com e mai creditata.
Dando addosso alle collezioni di Ferrari di gruppi come i Radiohead**, Lily Allen si sdegnava di fronte alla affermazione di questi ultimi che credono che il file sharing sia ok.
A detta sua infatti a risentire del download pirata sarebbero soprattutto le band emergenti che, senza la vendita dei dischi, non avendo ancora alle spalle fonti di guadagno come palazzetti dello sport strapieni, rimarrebbero col culo per terra e mille possibilità in meno di diventare famosi.
Consideriamo ora due cose: questo ragionamento è una cazzata e lei è la dimostrazione che smentisce ciò che cerca di sostenere, o devo ricordarglielo io che come gli Arctic Monkeys, lei stessa fa parte di quel gruppo di artisti emersi da myspace?
Io credo che il problema del file sharing non riguardi direttamente il rapporto tra internet e la musica quanto il rapporto tra internet e le case discografiche che stanno ai piani alti. Abbiamo la musica, chi la fa e chi la ascolta. Poi siccome per fare le cose a questo mondo spesso servono tanti soldi, un gruppo di persone ha trovato il modo di darsi un ruolo all’interno di un sistema che poteva ed effettivamente è diventato un business da cui tirare fuori molti molti soldi.
Internet, come tutte le grosse innovazioni della storia del mondo, ha lasciato col culo per terra il sistema ovviamente arretrato in cui è stato inserito: non nel senso che siamo scemi ma nel senso che le grosse invenzioni sono sempre più avanti del tempo in cui vengono inserite. Succede che per un po’ si tende a voler risolvere i problemi che sorgono ma poi spunta la coscienza dell’avvenuta evoluzione, si cambia e ci si adatta per ritrovare un equilibrio nel sistema ormai mutato ma state tranquilli che prima o poi le cose torneranno a posto e si troverà un altro modo per fare soldi sulla musica. E se il cambiamento comporta una perdita per qualcuno, la guerra come abbiamo visto è certa, ma Lily Allen che cazzo vuole?
*Lily Allen si è presa grossi insulti e ha chiuso il blog, sconfitta (?) dopo una settimana. Ieri ha annunciato la fine della sua carriera da cantante. “I do however remain a fan of new music, so this is not some selfish crusade. The days of me making money from recording music has been and gone as far as I’m concerned, so I don’t (at this point) stand to profit from legislation.”
**Thom Yorke guida una Fiat Punto
scritto da oisin




un culone per terra…dimmi che e’ figa e mi faccio i dreadlocks.
se lo dico te li fai davvero eh
tanto non avresti ragione…manco se mi ci metto assieme…sai che lo farei solo per soldi e coca
LOLZ
a me mi attizza invece, ma ballerò sulle sue ceneri
notare l’ “a me mi”, oggi ho ascoltato i club dogo e l’ignoranza mi cinge
la questione del file sharing è complessa, io una soluzione la ho ma è utopica e prevede la cessione di tutti i digital rights a google o apple o una corporation simile.
il fatto che i dischi si trovino da scaricare in modo semplice, fa comodo in primis alle band proprio perchè ormai viviamo nell’epoca dove, chi vende qualcosa, non vende un prodotto ma vende la propria immagine.
ma esiste ancora qualcuno che crede di vivere di musica inteso come vivere di soldi che i tuoi dischi ti fanno avere? ovviamente gli artisti no, ma loro lo sanno benissimo, infatti non han problemi per questo, si suona, si fa i live e quindi si sopravvive o si vive alla grande…solo quella filiera inutile di segretari, talent scout, vice direttori, direttori di marketing etc che vivono come zecche nelle grandi major, quelli si che alla fine non facendo un cazzo da una vita in effetti si vedono i loro ingressi ridurre a livelli assurdi e partono in campagne contro piraterie etc. per poi scritturare sotto di loro per meta’ artisti pop della madonna, che vendono e fan bene all’etichetta stessa e idioti totali che te li vedi su major e dici: ma come fanno questi a essere su universal? chi sono?
personalmente parlando penso che il prossimo disco che faro’, se lo faro’, non sara’ manco distribuito via cd, e’ un peccato quindi magari una sorta di supporto fisico per i fan si puo’ pensare ma ormai nessuno te li compra sti cd, alla grande li acquista su iTunes…
cmq patetico che una piena di soldi cosi’ si lamenti…
E’ esattamente quello che intendo quando parlo di queste cose.
E’ un po’ come se ci fosse il mondo della musica, chi la fa e chi la ascolta, per sintetizzare.
Poi sopra tutta la filiera di cui parli che si è trovata uno spazio, un ruolo non per forza necessario, come scusa per gestire i soldi (quindi avere il comando decisionale) e guadagnare tutto il possibile che c’è creando un business.
La vendita dei dischi per un artista mi dicono non abbia mai dato da mangiare effettivamente quasi a nessuno, quindi per vivere di musica non fai conto sui cd.
E’ evidente che la musica per questo sistema che lotta la pirateria sia solo la scusante per un flusso di soldi e di potere che si vuole mantenere vivo finchè si riuscirà, troveranno altri modi anche il giorno in cui spariranno (se spariranno) i supporti fisici inutili come i cd.
In ogni caso internet oggi giorno c’è e rappresenta una grossa possibilità di successo, e se ti fai notare e piaci o vali qualcosa (non per forza tutti e tre i fattori assieme ovviamente, restiamo comunque la popolazione che siamo) hai buone possibilità di emergere anche senza una mega casa discografica dietro, come abbiamo già visto milioni di volte.
Sarebbe bello che un mezzo fisico di divulgazione della musica potesse comunque esistere e per rendere questa cosa possibile è necessario dare valore aggiunto al disco in sè. Esistono molti modi.
Probabilmente questo, come internet e il file sharing, ridimensionerebbe il concetto di disco e la sua posizione all’interno del mondo musicale e del mercato, ma è giusto e normale che sia così.
io spero che il cd non muoia mai, saro’ uno dei pochi che ancora li compra..ma proprio non riesco ad ascoltare la musica sotto forma di file, non riesco a concentrarmi la prima volta che ascolto un disco se non lo ascolto in uno STEREO mentre mi godo il libretto della copertina..

x questo motivo; o compro dischi ormai datati e quindi in mega offerta speciale, oppure mi compro dal mitico negozio Disco Club due/tre dischi all’anno di roba nuova …
se a questo unite il fatto che non ho internet,(infatti vi scrivo da un internet point) ne potrete constatare che purtroppo non sono mai molto informato sulle nuove “BAND/SENSAZIONE” che ogni mese escono sulla scena, (pensate che non conoscevo neanche lili allen), anche se il buon basetta mi fa sempre ascoltare un sacco di roba ogni tanto figa , ogni tanto maffa
cmq saro’ nostalgico ma w i dischi , i cd, le musicassette, i DAT, i libri , le riviste..ecc..
se no con cosa le riempiamo le librerie di casa nostra??