
Ci sono quei periodi in cui per un motivo o per l’altro, perdi il contatto con quello che sta accadendo fuori dalla routine giornaliera, la tua vita diventa la rappresentazione dei tuoi interessi (qualunque essi siano) e pensi che in effetti le news che leggi su internet siano la realtà oggettiva.
Insomma un conto è leggere gli RSS ed il NYTIMES vivendo a New York, un conto è leggerli vivendo in Italia.
Quando passi 8 ore in agenzia davanti al mac e ne passi altre di sera davanti al mac di casa, è plausibile che tu perda di vista cosa è reale, cosa è prettamente hype creato dalla blogosfera, cosa è una inutile petizione di facebook o cosa succede alle altre persone che si muovono intorno a te. Se aggiungi il fatto di non guardare la tv tutto ti sembrerà ancora più slegato da quello che la massa, i tuoi concittadini, i tuoi connazionali cercano di vivere ogni giorno.
Capita che d’un tratto devi fermarti un attimo e guardarti intorno.
Io l’ho fatto qualche giorno fa, in pausa pranzo, entrando nella casa del consumismo proletario: il centro commerciale.
Alla Fiumara non puoi andarci spesso perchè non reggeresti l’impatto troppe volte con la realtà dei fatti.
Alla Fiumara passano ragazzini in bande di nike shox e cappellini stretti, vedi camminare madri con figlie piccole che sembrano già grandi, oppure madri con figlie obese che sembrano ancora più grandi tra le file di negozi, incontri persone di colore col cappello da cowboy, vedi bambini di 3 anni -soli- incollati alla postazione playstation del negozio di videogiochi, incontri quei personaggi che vedi sempre in giro in tutti i postiatutteleore e ti chiedi se abbiano il dono dell’ubiquità, saluti i commessi di footlocker che ti fanno i complimenti sulle scarpe che indossi, incroci gente vestita di quei marchi d’abbigliamento inventati dai calciatori falliti: in poche parole sembra un mix tra una discoteca trash e la cantina di star wars che ti fa sentire un po esploratore un pò piero angela.
Chiaramente nell’ora di pausa pranzo che dedico a questo studio sociale, non ho il tempo di aggirarmi tra tutti i negozi del centro, cosi convergo subito su uno degli unici che mette d’accordo tutti – nerd e tamarri, donne e uomini, grandi e piccini: MEDIAWORLD.
Da mediaworld quando entri c’è uno della sicurezza che ti sigilla le borse che hai con te, se mangi un gelato ti guarda male, se sembri troppo sveglio ti guarda strano.
Passata quella soglia ti trovi davanti a quello che racchiude il concetto del negozio stesso e del nostro tech-mondo: ceste di harddrive/lettori mp3/router wifi/ macchine foto compatte e vagonate di chiavette usb.
1gb ormai costa meno di una bottiglietta d’acqua da 0,5l.
Insomma tecnologia take away, prendi e vai, non spendi un cazzo che tanto tra 1 mese quel pezzo che hai comprato non varrà già più un cazzo.
Spostandoti verso sinistra passi davanti a quegli oggetti che nello store non hanno collocazione ma sono messi dentro dei totem appositi, oggetti inutili quanto invenduti che sembrano un po usciti da quelle previsioni sul futuro dei vecchi film.
Sul lato sinistro dello store c’è il reparto musica e dvd, da guardare per capire le preferenze dei tuoi connazionali e sapere cosa dire quando al bar ti parlano di vasco o la nannini e rendersi conto che musicalmente siamo dei primitivi.
Vicino alla top20 non ho potuto fare a meno di notare e fotografare, in un misto di vergogna ed ammirazione, il disco con la copertina più trash del reparto, con un titolo così sibillino che già m’immagino le battutacce alle radio locali quando ne parlano: RAF fica, il bestof della Carrà, degno di una locandina oldschool dei filmoni che davano dopo colpo grosso.
Per quanto riguarda i dvd invece, il risultato è prevedibile: stravincono i film d’animazione con wall-e a farla da padrone ( che dal punto di vista tecnico mi è piaciuto ma l’ho trovato troppo ipocrita e prolisso ).
Proseguendo sull’ala sinistra vi troverete in un mare di monitor e computer portatili più o meno dai prezzi strabilianti, più o meno con 500 stickers sopra che ti elencano ogni singola feature del prodotto in questione, più o meno assurdi nell’offrirti 4gb di ram già vecchia e modelli da 19 pollici che pesano quanto un bambino di 8 anni.
Un mercato rionale di silicio e schermi led tutti accatastati dai poveri commessi brufolosi in uniforme rossa che si barricano dietro le postazioni per controllare i prezzi: è una guerra e le conseguenze si vedono.
La tendenza ormai è al ribasso (dei prezzi e della qualità) con i netbook che la fanno da padroni con i loro schermetti 9 pollici e quelle tastierine minuscole senza senso logico. Diciamo che se non avete ancora l’iPhone ed avete 299€ da spendere per sanare la vostra fame di tecnologia allora potreste pure pensare all’acquisto (e poi installarci sopra mac osx o ubuntu).
Fino a 1 anno e mezzo fa questo reparto era per il 99% popolato da pc windows, con qualche sporadico macbook buttato li a prendere polvere, ma ora i tempi sono cambiati ed il mac sta arrivando alla massa:
ragazzini tamarri che provano ad intamarrire le tracce di garage band e vecchietti in jeans che provano a seguire i tutorial video apple ne sono la prova.
Chiaramente ogni hardware è un inutile pezzo di ingegneria senza del buon software e questi ne sono due buoni esempi:
Giuro, pensavo che nel 2009 la gente ormai avesse capito che norton antivirus è un pacco e che windows vista non lo commercializzassero neanche più visto che pure Microsoft lo aveva pubblicamente chiamato un fallimento (e visto che stanno già per fare uscire windows 7).
Dietro agli scaffali del software si ergono le barriere del mio reparto preferito, quello dei videogiochi, pieno di playstation3, wii e xbox360 a darsi battaglia per conquistare i nostri scampoli di tempo libero. Anche qui le cose stanno un po cambiando e, se in passato si vedeva un predominio assoluto del marchio playstation, ormai è una corsa a 3, tutti si sono ritagliati il proprio market share differenziando la proposta e andando a prendere per i capelli anche quelle persone che prima ai videogiochi neanche pensavano di poter giocare.
Insomma se siete una ragazzina e volete invitare le vostre amichette ad un pigiama party saprete cosa comprare:
Se invece siete dei maschi violenti ed in cerca di esplosioni/grida/pathos e non avete più la serieA o la champions league da guardare, allora potreste buttarvi su quello che a tutti gli effetti è il capolavoro assoluto sul versante playstation:
Killzone 2 è il gioco che tutti attendevano e, stranamente, non ha deluso nessuna delle aspettative con un gameplay concitato, una grafica da urlo con effetti particellari volumetrici mai visti prima, una storyline avvincente, un multiplayer innovativo ed in generale la capacità di entrare subito nell’olimpo dei giochi che tra qualche anno verranno ricordati come milestone tecnologiche.
Parlandone mi sono gasato cosi tanto che non posso fare a meno di linkarvi pure un filmato.
Per par condicio mi tocca anche parlare dell’xbox360 e mi tocca farlo in termini negativi:
il joypad, a distanza di anni, è ancora la delusione senza pari che ho odiato ai tempi del primo xbox, con la levetta analogica troppo molla, la crocetta direzionale che sembra presa paripari dal megadrive, i tasti di una plastica troppo plasticosa, la forma troppo massiccia: ok che volevano copiare ed innovare il controller del dreamcast, ma potevano sicuramente farlo meglio.
Tralasciando il reparto hifi e video mi sono avviato verso quello degli elettrodomestici, dove ho giusto potuto fare qualche foto agli oggetti che più hanno attratto i miei sensi da nerd:
1) Un vaporetto dal design incredibilmente simile ad un casco di halo (videogioco per xbox – allego foto comparativa)
2) un aspirapolvere che è un incrocio tra gli zaini dei ghostbusters ed un arma di iron man.
3) dei motori per lavatrice cosi fighi che in effetti potrei cominciare a pensare che fare la lavatrice sia divertente
4) un cartello che ti fa capire che le marche di elettrodomestici hanno dei nomi veramente da marche di elettrodomestici
5) ultimo, ma non ultimo, il gadget definito per crearsi il proprio centro benessere davanti al computer e rendere ancora più piacevoli le ore passate su facebook a giocare a pet society o a guardare ossessivamente il profilo dei propri ex.
Verso l’uscita m’imbatto nelle offerte dei televisori che mi fanno ragionare su un’altro grande paradosso tecnologico che stiamo attraversando : l’Alta Definizione.
Tutti vogliono l’alta definizione, e molti pensano che soltanto comprando un tv lcd nuovo in effetti ottangano l’alta definizione: si sbagliano.
Ormai le tv da 40 pollici fullHD te le tirano dietro con dei prezzi che paragonati a qualche anno fa sembrano i prezzi di un gelato crema cioccolato 2 palline.
Ricordo ancora i brividi di terrore che provavo in passato a vedere quei mostri al plasma attaccati a dei lettori dvd, spixellavano che sembravano un gioco dell’amiga.
Ed ora ? La situazione è migliorata?
Assolutamente no, in effetti a meno che uno non abbia un lettore bluray o attacchi il tv al computer scaricando giga e giga di file in HD, non vedrà mai la vera alta definizione (e comunque il catalogo film in bluray è ridicolo e scaricare giga di roba non è cosa da tutti).
E quando le emittenti televisive si adegueranno ai nuovi standard, i tv comprati oggi credo proprio che saranno ridicoli in confronto a quelli che potremo acquistare in futuro.
Insomma standard che si inseguono tra di loro e consumatori che inseguono gli standard.
E direi che con questa massima potrei pure chiudere questo reportage dell’ora di pausa pranzo, ho buttato sul fuoco fin troppe considerazioni alla soglia dell’inutile e non vorrei mai che qualcuno pensasse che ci credo davvero (tranne ovviamente il filmato di star wars a cui credo davvero).
Tag:cassano che gioca alla playstation mentre mangia da burscritto da basetta





























che mal di testa. e poi davvero non c’è nulla che si salvi in questa descrizione.
potevi mangiare durante la pausa pranzo invece che fare questo reportage.
il vaporetto è scomodo non lo comprate.
e poi quel gioco della nintendo wu (con la u di wrustel): cookie mama che sarebbe il cugino scemo di cooking mama.
scialla. ahhahahahahah
vabbè
F.
che bello questo post, molto rilassante, tutto vero poi…
che bello questo post, molto rilassante, tutto vero poi…
bravo Basetta!
Ste, sei un genio.
Quell’intro profondo mi stava quasi per preoccupare.
Ma ho apprezzato tantissimo l’analisi sociologica: fedele al 100%!
Bravo…
i centri commerciali del genere giustificano l’estremismo islamico noi confronti dell occidente.
1.999€ per un HP????ma siamo matti??con 843 io ho il mio bel mac…ste sei davvero un genio
ma siamo noi i disadattati o loro?questo mi chiedo
Tu lo sei sicuramente Elle!!!
secondo me noi
l’unico disadattato è il basetta che vede delle allusioni alla fica nel greatest hits di raffaella carrà nemmeno fosse il disco di Raf!
e l’aspirapolvere a forma di casco di halo??!?!? ma dove?! sembra più il casco di valentino rossi!
basetta, troppe ore davanti il computer…
nonno simmi, quanta saggezza
io sono un visionario è quello il punto
Papà Simmi…meno serietà e più fantasia!!!
Anche a me, che di videogiochi non sono un expert, l’aspirapolvere sembrava il casco di Halo!
E poi, come dico sempre, prima di nominare Valentino Rossi, lavati i denti, sciacquati la bocca, fatti una cagata e vai a dormire!!!
Io sono con Ste: screech ma geniale! Ma sto anche un po’ con Papà Simmi: meno computer e più fica!!!