per molto tempo e anche adesso (adesso intendo in questo momento) non ho usato macchine fotografiche per raccogliere ricordi. invece della fotografia, che poi è diventata una sorta di sostituto del cervello a tutti gli effetti nel ricordare eventi e persone a livello globale, conservo oggetti.
gli oggetti a cui sono più affezionato sono legati alle persone a cui ero (e sono) più affezionato e per loro tramite mi ricordo molte cose. attraverso gli oggetti puoi fare cose e far sapere a molti chi sei, puoi esprimere te stesso disegnandoli, costruendoli o solo comprandoli. quando ne vedi uno liberi un’infinità di domande nel tuo cervello di cui spesso manco ti accorgi ma che sono studiate e catalogate da tutte quelle persone che li costruiscono e che a questi danno forma e identità.
gary hustwit ha fatto un documentario su tutto ciò e sembra davvero interessante. contando che ha realizzato anche un documentario sull’helvetica (che è il font che state leggendo, tanto famoso quanto usato) eccezionale, perchè riesce anche ad essere interessante per i non esperti di grafica, e che in entrambi le riprese, il montaggio e tutto quanto sono perfette anche se realizzati relativamente con pochi soldi, e che ha messo come colonna sonora delle figate come Four Tet,The Album Leaf, Kim Hiorthøy, Caribou, Battles, Sam Prekop direi che si merita il titolo di superfigo del giorno.
Tag:documentari, helvetica, la sicurezza degli oggetti., objectifiedscritto da giulio


Nella colonna sonora di “Helvetica” c’è soprattutto un duo post rock di Los Angeles chiamato “El Ten Eleven”….STRABRAVI.
[...] sempre del reprise. Come il titolo di questo post. La prima volta si parlo’ di objectified, il documentario sul design fatto da quei stessi ganzi…, oggi invece parlero’ di quei superasciugoni di Radio 24. Ascoltavo poco la radio, quasi mai, [...]