arte, design

DELLO STILE SELVAGGIO

03.03.09 | 19 Comments

Una certa maturita’ almeno all’anagrafe mi sta portando a propormi dei quesiti che fino a poco tempo fa ignoravo. Uno di questi riguarda un mondo a me molto vicino, almeno per educazione, ovvero quello “street”.
Considerando lo street wear un’accozzaglia di pattaxvisvimxalifexcolettexfixedbikexaltramodacheprestoverra’fuori dove la cosa meno street e’ sicuramente il prezzo da pradese mi concentro sulla cagione del post, ovvero la cosiddetta ” street art “.

L’illustrazione qui sopra e’ un lampante esempio di come il writing,o aerosol art o come vuoi chiamarlo, si sia evoluto in questi 30 anni e come sia riuscito ad arrivare ad alti vertici nella moda, nella comunicazione, collaborazioni con brand o grandi magazzini, copertine di magazines, videoclip, etc. Anche questo teaser ve lo spiega.

Io stesso sono contento di essere cresciuto dipingendo, ascoltando rap e facendo freestyle alle jam e sono sicuro che quei golden years hanno aiutato profondamente la visione attuale delle cose che faccio. 

In questi ultime settimane pero’ ho riflettuto molto sull’impatto del writing sulle citta’, sugli edifici, sul quel limite labile tra arte e vandalismo. Soprattutto in Italia, contesto un attimo differente dalle citta’ americane, o meglio New York, da dove il fenomeno e’ nato e si e’ sviluppato. La maggior parte, circa l’80% dei grafismi tramite spray o pennarello, mi fan cagare e rovinano gli edifici. 

Quando iniziai a disegnare su Aelle era uscito una sorta di decalogo del writer, dove ti dicevano cosa fare e cosa non fare in linea di massima, tipo non scrivere su chiese e monumenti etc. Purtroppo pero’ uno a 16/18 anni non e’ che tiene molto sale in zucca e quindi tranquillamente si spara pezzoni da 5metri x 2 su edifici che, dopo una decade, continuan ad esser ridipinti e ritaggati da firme e disegni sempre piu’ ignoranti e brutti.

La visione di un film come ” La notte ” di Antonioni mi ha aperto gli occhi su come una citta’ come Milano, ancora per me la capitale dello stile (dal punto di visto aerosol art), sia stata deturpata da cani e porci che con una talken o una montana in mano non solo han scritto ” Pinelli assasinato da Calabresi ” oppure ” Dio c’e’ ” ma anche han taggato o  trowuppato portici, muri, portoni di abitazioni, etc. La citta’ meneghina paga ingiustamente il dazio di una ricrescita archittetonica post seconda guerra mondiale con un barbaro svilimento da parte di chi forse riteneva che edificio moderno = contesto suburbano dove portare colore e fantasia. Non credo comunque a questi alti propositi…

Detto questo comunque bisogna sottolineare che in Italia, in periodo di boom economico sono stati costruiti mostruosita’ abitabili e il cursus non s’e’ fermato negli anni 70 e 80. Intenti e buoni propositi sulla carta han generato comunque zone di periferia depresse e da far paura, e tutte le maggiori citta’ ne hanno la propria.

Il bello e’ soggettivo. 

Se democrazia vuol anche dire che tutti possono fare tutto senza rendersi conto che ci vuole un minimo di raziocinio prima di proporre le proprie espressioni agli altri, che sian graffi sui muri oppure musica, allora la democrazia fa cagare.

Il discorso e’ lungo e articolato, ho preso in considerazione solo alcuni punti per sviluppare una discussione con chi legge. Che dite?

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scritto da borut

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