Una certa maturita’ almeno all’anagrafe mi sta portando a propormi dei quesiti che fino a poco tempo fa ignoravo. Uno di questi riguarda un mondo a me molto vicino, almeno per educazione, ovvero quello “street”.
Considerando lo street wear un’accozzaglia di pattaxvisvimxalifexcolettexfixedbikexaltramodacheprestoverra’fuori dove la cosa meno street e’ sicuramente il prezzo da pradese mi concentro sulla cagione del post, ovvero la cosiddetta ” street art “.
L’illustrazione qui sopra e’ un lampante esempio di come il writing,o aerosol art o come vuoi chiamarlo, si sia evoluto in questi 30 anni e come sia riuscito ad arrivare ad alti vertici nella moda, nella comunicazione, collaborazioni con brand o grandi magazzini, copertine di magazines, videoclip, etc. Anche questo teaser ve lo spiega.
Io stesso sono contento di essere cresciuto dipingendo, ascoltando rap e facendo freestyle alle jam e sono sicuro che quei golden years hanno aiutato profondamente la visione attuale delle cose che faccio.
In questi ultime settimane pero’ ho riflettuto molto sull’impatto del writing sulle citta’, sugli edifici, sul quel limite labile tra arte e vandalismo. Soprattutto in Italia, contesto un attimo differente dalle citta’ americane, o meglio New York, da dove il fenomeno e’ nato e si e’ sviluppato. La maggior parte, circa l’80% dei grafismi tramite spray o pennarello, mi fan cagare e rovinano gli edifici.
Quando iniziai a disegnare su Aelle era uscito una sorta di decalogo del writer, dove ti dicevano cosa fare e cosa non fare in linea di massima, tipo non scrivere su chiese e monumenti etc. Purtroppo pero’ uno a 16/18 anni non e’ che tiene molto sale in zucca e quindi tranquillamente si spara pezzoni da 5metri x 2 su edifici che, dopo una decade, continuan ad esser ridipinti e ritaggati da firme e disegni sempre piu’ ignoranti e brutti.
La visione di un film come ” La notte ” di Antonioni mi ha aperto gli occhi su come una citta’ come Milano, ancora per me la capitale dello stile (dal punto di visto aerosol art), sia stata deturpata da cani e porci che con una talken o una montana in mano non solo han scritto ” Pinelli assasinato da Calabresi ” oppure ” Dio c’e’ ” ma anche han taggato o trowuppato portici, muri, portoni di abitazioni, etc. La citta’ meneghina paga ingiustamente il dazio di una ricrescita archittetonica post seconda guerra mondiale con un barbaro svilimento da parte di chi forse riteneva che edificio moderno = contesto suburbano dove portare colore e fantasia. Non credo comunque a questi alti propositi…
Detto questo comunque bisogna sottolineare che in Italia, in periodo di boom economico sono stati costruiti mostruosita’ abitabili e il cursus non s’e’ fermato negli anni 70 e 80. Intenti e buoni propositi sulla carta han generato comunque zone di periferia depresse e da far paura, e tutte le maggiori citta’ ne hanno la propria.
Il bello e’ soggettivo.
Se democrazia vuol anche dire che tutti possono fare tutto senza rendersi conto che ci vuole un minimo di raziocinio prima di proporre le proprie espressioni agli altri, che sian graffi sui muri oppure musica, allora la democrazia fa cagare.
Il discorso e’ lungo e articolato, ho preso in considerazione solo alcuni punti per sviluppare una discussione con chi legge. Che dite?
Tag:Aerosol Art, Baluba con talken, Geometri con licenza di uccidere, Milano da bere e non, Street Culturescritto da borut






Hi Borut, come hai detto tu il discorso è lungo e articolato ma hai centrato in pieno la questione. io non combino proprio a capire che cosa spinge le coppiette di tredicenni a rubare una bonza in ferramenta per fare stè porcate sui muri. più che altro il problema poi non si ferma li perchè il 99% della gente poi non apprezza nemmeno i pezzi più belli, e c’è ne sono (pochi) ma c’è ne sono
io credo che non sia quello che si fa ma il come lo si fa. in una democrazia che sia una democrazia reale (peraltor pessima forma di governo ma unica possibile, citando male churchill) le regole di comune convivenza sono dettate dalla maggioranza degli aventi diritto alle scelte politiche. in una democrazia ideale direi che ci si debba ispirare alla “libertà che non danneggia il prossimo” considerando il prossimo anche lo stato.
che noia eh!? lo so ma in soldoni si può riassumere che i cretini sono tanti e hanno la possibilità di comprare bombolette spray, che le libertà (di espressione del disagio o che so io) hanno un prezzo che è uguale alla rinuncia ad un altra libertà a meno che la mentalità comune non avanzi in blocco, cosa che in italia è forse più difficile che in altri posti. è una qestione di equilibri delicati che in definitiva portano all’elaborazione dell’identità personale e al progressivo miglioramento man mano che ci si considera individui piuttosto che facenti parte di una massa.
mi è cresciuta la barba finta.
la democrazia fa cagare.. sono per un oligarchia ad elezione diretta popolare, post-referendum, con soglia di sbarramento al 15% con della panna e pistacchio, grazie!
Borut, parli di writing e mi fai scendere la lacrimuccia!
Con il tuo post mi hai fatto riaffiorare alla mente quegli anni (d’oro anche x me) in cui “ci si credeva”, anni in cui a Genova eravamo davvero pochi a dipingere. Da queste parti vigeva una sorta di nonnismo, nel senso che c’era molto più rispetto nei confronti di chi aveva iniziato prima e lo dimostra il fatto che prima di passare da bozzetto alla murata, trascorreva davvero un botto di tempo. In oltre alla prima cazzata che facevi erano cazzi e la pagavi cara!!!
Per farla breve, candendo nella retorica, tempi sono cambiati e ai giovani d’oggi servirebbe un po’ di disciplina.
L’Italia è un paese di contraddizioni e di furbi, forse prima della democrazia servirebbe insegnare i valori ed il rispetto, nonchè ordine e buon senso.
Insomma, la democrazia bisogna anche meritarsela e coltivarla!!!
Leggendo questo post mi è subito saltata in mente la sensazione che ho provato la scorsa estate tornando da parigi, atterrando a milano: mi è bastato il viaggio con la navetta da malpensa verso stazione centrale per inveire contro il nostro bel paese, sia per i modi delle persone che incontri, sia per l’accozzaglia di cartelloni pubblicitari trash giganti, tag inutili su palazzi orripilanti, scritte ed in generale la sensazione di entrare davvero in un paese arretrato rispetto ai nostri vicini d’oltralpe.
Secondo me non è un fatto di democrazia o non democrazia, è il fatto che in italia ormai siamo delle bestie e tutto è fatto senza una logica, senza una pianificazione reale e senza il gusto del bello: tutti contro tutti e chi grida di più vince.
p.s. proprio ieri su abduzeedo è uscito un post con una selection di graffiti mica male..http://abduzeedo.com/grafitti-masters
Ma qual è il punto focale dell’argomentazione?democrazia- soggettività del gusto estetico- street art, vandalismo -piano di edilizia economica urbana?
WOW! quanti spunti caro Borut.
Mi interessa commentare la pare finale del post (tutti possono fare tutto?…), citando un articolo dei Luther Blissett in riferimento a quel genio di Piero Cannata.
“Perché un’opera d’arte deve rimanere appesa ad una parete e nessuno può fare altro che guardarla, quando è evidente che la vista sia solo uno dei sensi cui un’opera debba essere sottoposta (si dovrebbe poter toccare e odorare…) e poi che importa se così facendo le opere deperirebbero più velocemente? E’ così importante che un’opera rimanga sacra e inviolata all’infinito?”.
Questo è quelo che penso.
Democrazia come sinonimo di liberta’ d’espressione. Cosi’ almeno mi tolgo di mezzo Giulio con barba posticcia, poltrona trapuntata in pelle e pipa. Non volevo andare sul senso piu’ alto, vabbe’, di democrazia, era piu’ un considerare come i mezzi di espressione stanno sempre piu’ diventando alla portata di tutti.
Non sempre questo ampliamento di possibilita’-secondo me-coincide con maggior qualita’ anzi, il tutto va al ribasso.
Mi piace il concetto di punk letto come ingenuita’/ignoranza/spontaneita’ , quindi non casso tutto quello che viene fatto al di fuori dei canoni, per fortuna mai scritti mi pare in un manifesto, della street art, quindi se si esce da un contesto per svecchiare, per provocare, per movimentare un fenomeno ormai fermo da troppo tempo non vedo cosa c’e’ di condannabile.
Per questo motivo pero’ non mi piace vedere dichiarazioni d’amore, dichiarazioni d’intenti, dichiar-azioni e basta su una buona parte degli edifici delle citta’ italiane.
Vedo pochissima tru punkness (passatemela) e moltissima ignoranza pura. Io la vedo.
E comunque ho preso in considerazione un fenomeno (tag ignoranti,”W LA FIGA”,”JUVE MERDA”) che persiste in molte citta’ italiane, se non in tutte, non il gesto di un singolo, cara Giulia, tipo quello di Cecchini.
-Owiamente quando si parla di gusto estetico, giusto o sbagliato comunque visioni personali le considerazioni non possono che essere soggettive. Possiamo al massimo essere piu’ o meno d’accordo con chi si e’ esprime-
Non dimentichiamo però che, anche se è molto facile farlo, scrivere sui muri di un edificio “W la figa” o fare uno wild style bellissimo è illegale.
La democrazia qui non centra niente, anzi ringraziamo il cielo di averla!
Per me è una questione di ignoranza e basta, se mi disegnano un cazzo sul portone di casa o ci tagga Dumbo mi girano le palle allo stesso modo.
e se ci fa un pezzo banksy sul portone di casa? o blu?
cosa fai?
ti incazzi e lo cancelli?
ti pigli bene?
dici al condominio che porti di tua spontanea volonta’ a pulire il portone invece lo vendi e torni placcato d’oro 24k che piu’ pimp non c’e'?
eheheh!
sono praticamente certo che mi piacerebbe ma stai parlando di gente affermata che di illegale ormai non fa più niente o quasi.
in teoria la legge è uguale per tutti… in teoria…
come faccio a compiacermi nel vedere OBEYxOBAMA, BLU e BANKSY senza sapere che comunque anche loro in gioventu avran fatto delle firme, attaccato stencil etc dove era meglio, diciamo cosi’, non farlo? taggare sul portone di simmi e’ stato necessario ai fini della loro maturita’, ma simmi e’ contento o no?
il portone di simmi è il mio e chi lo tocca CI MANDO IL GABIBBO, altro che tag e tag
io probabilmente sarei contento, ma qualcun altro no.
Ovviamente tutti loro hanno iniziato utilizzando la strada. Sulla questione che al momento è più facile vedere schifezze sui muri piuttosto che figate sono d’accordo con te.
Ma per democrazia, anche se il motivo non è certo il gusto estetico di chi ha fatto la legge, nessuno può fare disegni/scritte sui muri, non che chiunque può scrivere/disegnare quello che vuole. L’esatto contrario.
Probabilmente il problema è più la “globalizzazione” che la democrazia.
Il fatto che adesso, rispetto a 10 anni fa, sia molto più facile recuperare una bomboletta e improvvisarsi writers e quindi “fare tutto senza rendersi conto che ci vuole un minimo di raziocinio prima di proporre le proprie espressioni agli altri”.
E’ un discorso molto lungo e articolato proprio come dicevi te…
Comunque a me viene naturale fare una netta distinzione tra street artist (blu, dem, basnky, etc.) e writers (stile Aelle per intenderci) sia per filosofia che per stile, ci tengo a precisare!
azz, adesso non ho tempo di leggere tutta la querlle… Posso solo dire che temo tu abbia interpretato unio di quei pensieri che mi sono balenati in testa con la sopraggiunta trentina e che non ho mai osato comunicare.
Zia sei una Zia per qualcosa..o no?
ai miei tempi tagliavo con la lametta o allargavo con un ago arroventato i tappini per avere effetti speciali. Con Aelle un sacco di materiale utile e’ iniziato a girare, e non per colpa del magazine figuriamoci pero’ anche parecchia fuffa… e li e’ stato l’inizio della fine.Si e’ sdoganato il tutto, verso la fine degli ann 90 un sacco han mollato e son venuti a mancare pure quelli che ti tiravan le orecchie se facevi cazzate e ci si e’ ritrovati in un bel casino…. 4 righe veloci non sintetizzano tutto, pero’ la vedo cosi’…
il Writing , ha condizionato profondamente ogni forma di comunicazione , suggerendo idee e metodologie innovative , spesso invasive. Nato come un semplice gesto per evidenziare la personalità di chi lo compiva, è diventata ben presto una cultura , una moda ,una forma d’arte. Potrei dilungarmi parlandovi di tutte le varie sfumature sugli impieghi diretti e indiretti del writing e le autorità professionali che lavorano giornalmente grazie a questo; ma la cosa che più di tutte vorrei sottolineare e prendere in discussione su questo argomento è un altra :
la superficialità in senso generale di chi usufruisce del writing ( attore e utente)….
la superficialità ti rende arido di conoscenza storica ed etica, non permette l’evoluzione del fenomeno , ma inevitabilmente crea l’effetto contrario … il risultato della convivenza di questi ateggiamenti antagonisti crea confusione..
Poi vorrei fare un altro appunto… molti italiani negli ultimi 2/3 anni si sono riscoperti artisti di strada, proprio in concomitanza della promozione in “serie A” di questa cultura, che per ragioni , anche di manovre politiche e commerciali l’ha proclamata nuova arte contemporanea, chi vivrà vedrà…
mi blocco perchè potrei aggiungere molto e ancora molto…. ma preferisco aspettare… io ho tempo sarò qui a parlare e soprattutto a fare, anche quando l’arte contemporanea sarà costituita da aerografisti o madonnari… YO
blef docet.
grazie dell’intervento Christian, aspettavo una voce Autorevole come la tua. Ma quindi tu come vedi questa superficialita’, almeno da parte degli autori, oggi? per me ha superato i limiti, secondo te?