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ON JOURNEY

11.25.08 | 26 Comments

Capisco di essere a Londra quando vedo quei puntini sulle i. La città li mette dannatamente così, come un quadrato appoggiato su un vertice, ordinati ma a modo suo. Non è l’helvetica di NYC, il “fascino” da primi 90 della Milano delle tangenti, le piastrelle parigine oppure la fiducia dei tornelli inesistenti di Berlino, paghi il biglietto e loro si fidano di te. Londra e la sua metropolitana per me hanno un ordine ed una pulizia tutti loro, grafiche sulle scale mobili e pubblicità di eventi sempre belle, semplici e “pettinate”.

Fare paragoni sarebbe inadatto con altre città europee ed impari con quelle italiane, però alla fine complice le persone che ci vivono mi trovo sempre a casa come non mai e andarsene è sempre un brutto lasciarsi.

Dilungarsi sulle figate, i locali o i negozi fa molto carnaby street, quel giornalino che regalavano assieme al Tutto che vendeva alieni fluorescenti, gnomi spipettoni e magliette di Eminem come se piovesse, quindi scriverò a random quello che mi è rimasto da questo passaggio a Londra.

Dj Mujava – Township funk è la canzone del momento, un giro di sinth tanto storto e sbilenco, sempre uguale, appoggiato su un beat che è una marcetta. Killer.

Il sito della BBC che ci becca sempre e invece stavolta la neve alla domenica non è arrivata.

Nando’s è come la death from above, incombe sempre.

Un party epico in un warehouse al terzo piano + tetto per fumatori. Estetica raggamuffin al servizio del verbo Crookeriano spinto da beats brasiliani, in pratica Buraka Som Sistema. House alla vecchia che manda a casa dj da due soldi scariconi che non sanno nemmeno mixare, in pratica Juan McLean.

Etnicanza nel piatto e notti insonni, come sempre.

Amici che valgono voli British Airways in prima classe da 500 euro altro che trasbordi Ryanair al risparmio.

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scritto da borut

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