brooklyn deve essere un gran posto dove vivere perchè è come se fosse una sorta di grande buco nero creativo al contrario, che sputa fuori idee, in cui la gente si incontra nei bar e parla di quello che fa creando una situazione stimolante, come una sorta di silycon valley non tecnologica ma dell’arte. ad avere abbastanza soldi e a trovare un lavoro serio si potrebbe finire vicini di casa di qualche musicista dei tv on the radio o degli hold steady o magari di un giovane pittore chiamato kevin cyr.
recentemente ho scoperto che anche per diventare critico d’arte il comune mortale deve affrontare anni e anni di spietati studi fianco a fianco di altri aspiranti critici pronti a tutto pur di guadagnarsi una fama abbastanza grossa tale da avere il potere di decidere se un opera è bella o no. erano gia cose che immaginavo ma che avevo accantonato in una parte di cervello. comunque né a me né a kevin cyr credo interessi troppo: azzardo il mio parere.
kevin è indubbiamente talentuoso nel disegnare ma ciò non fa di lui un ottimo artista. quello che fa di lui un ottimo artista è questa capacità di costringere un aurea di malinconia in soggetti del tutto comuni, soprattutto se vivi nell’area metropolitana di NY, in tele raffiguranti furgoncini con tag, bizzarri motocarri della classe lavoratrice americana, automobili e, più recentemente, dopo un viaggio in cina, di assurdi mezzi di trasporto a metà tra caravan e biciclette.
l’artista è di sicuro inquadrabile in un ambito iperrealista in cui la pittura si propone di ritrarre la realtà in modo quasi ridondante ma con una sorta di vaga attenzione a quello che è il design dei soggetti. in poche parole i dipinti di kevin cyr sono bellissimi e non so quasi dire il perchè. un po come un racconto di carver riescono lasciare all’osservatore minuti di riflessione che vanno al di la del “comprendere”. ma come al solito, giudicate voi!
Tag:brooklyn, iperrealismo, kevin cyr, pitturascritto da giulio









Dove lo hai beccato Kevin Cyr? Ho un’intervista con lui per koikoikoi in cantiere da un mesetto almeno.
Mi piace veramente un sacco. E’ iperrealista, ma con personalità. Iperrealismo non troppo iper, un po’ plasticoso e un po’ street.
A sto punto linko l’articolo quando posto la sua intervista, se mi è concesso.
PS: il mio preferito comunque resta Ralph Goings. E’ uber
jhon arrivi sempre in ritardoooooooo