concerti, musica

Of Montréal, psichedelia e stato brado

10.21.08 | 1 Comment

Passo a prendere Airone in motorino di fronte a Gare du Nord. Sta chiacchierando con collega e si interrogano sul nome del gruppo.

Of Montréal? Ma non suoneranno mica quell’insopportabile country canadese?

 

Vedrai.

 

L’Elyséé Montmartre ci aspetta illuminato, ormai all’ingresso non c’é più nessuno, siamo in un ritardo fosforescente. Dalle scale pero’ pompa. Ohibo’ se pompa. Sento già gli urletti striduli che mi fanno dimenticare quei 28 *fottutissimi* euri di biglietto e, varcando la soglia della sala, eccoli: psichedelici, rockettari, frocissimi.

Proiezioni puramente insensate alle spalle, il cantante resiste vestito fino ai primi 2 minuti della terza canzone poi finalmente si libera di ogni inutile ingombro ed eccolo li’, vestito come Gesù Cristo, sfoggiando un paio di allegorici slippini drappeggiati.

Chitarrista invece sembra piuttosto Giulio Cesare con la testa di Ringo Starr degli anni buoni: basettoni, occhiali a goccia, toga rossa e gialla.

Batterista ha capello afro e visiera da giocatore di poker. Tastierista avvilulppata in tutù di paillette d’argento e tulle azzurrino, invidiabili stivaletti rossi.

Mi rendo conto della presenza di una seconda batteria sul palco nel momento in cui ciascuno dei componenti sembra suonare una canzone diversa, ognuno per i cazzi suoi a schitarrare tantissimo o a pestare fortissimo o a tastierare durissimo, il tutto saltando nel modo più invasato che puo’ venirvi in mente. Fantastico.

Menzione d’onore alle performance del cantante, vera star dagli acidi « uuhh ! » e « aaaahh ! » inframezzati da incursioni di personaggi con testa a giraffa o testa di gallo che hanno messo in atto scenette spesso imperscrutabili.

Ad un certo punto c’erano pure due buddha d’oro dalla faccia pacioccosa, e il cantante si é ritrovato tutto dipinto di rosso. Insomma, é stato un gran concerto.

Dal momento che per gustare a fondo lo stato allucinato di questi musici ho pensato bene di sbronzarmi a morte, ogni fotografia scattata durante il concerto ricorda un test oculistico di una persona molto molto miope: abbagli rossi verdi e gialli, mossi, sfocati, dalla portata artistica talmente sconvolgente che preferisco non turbare il vostro scaccolamento di fronte al pc.

 

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scritto da camilla

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